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Il Diritto Informatico e dell’Intelligenza Artificiale disciplina l’uso lecito e responsabile delle tecnologie digitali, tutelando diritti fondamentali, libertà economiche e integrità dei dati.
Con l’entrata in vigore dell’AI Act europeo (Reg. UE 2024/1689) e della Legge italiana n. 132/2025, il quadro normativo impone obblighi stringenti su:
La compliance si integra con il GDPR, il Regolamento eIDAS 2, il Digital Services Act (DSA) e il Digital Markets Act (DMA)

Le imprese che impiegano sistemi di Intelligenza Artificiale incorrono frequentemente in infrazioni gravi su più fronti normativi: la mancata DPIA per profilazione automatizzata viola il GDPR con sanzioni fino al 4% del fatturato globale, mentre il deploy di sistemi ad alto rischio senza valutazione espone all'AI Act con multe fino a 35 milioni di euro.
I deepfake diffamatori integrano reati penali ex art. 612-bis c.p., nonché l'addestramento su dati non autorizzati determina nullità contrattuale e distruzione modelli per violazioni IP, e le piattaforme DSA inadempienti alla rimozione contenuti illeciti rischiano il 6% del fatturato.
Algoritmi sleali configurano infrazioni antitrust DMA con multe al 10%, bias discriminatori nel lavoro generano risarcimenti, e la mancata cybersecurity NIS2 comporta responsabilità penali per i gestori.

L’attività legale parte da un’analisi integrata delle fonti:
Redigiamo pareri pro veritate su responsabilità civile, penale e amministrativa derivanti da uso scorretto di algoritmi, violazioni di sicurezza, bias, discriminazioni e opacità decisionale e mancata valutazione d’impatto (AI Risk Assessment, DPIA).

Supportiamo imprese e DPO nella redazione e aggiornamento di:
Gestiamo data breach e notifiche al Garante, curando la documentazione probatoria e la strategia difensiva.
Offriamo formazione e audit per garantire un adeguamento continuo e documentato.

In caso di attacchi informatici (ransomware, furti dati, accessi abusivi), coordiniamo:
L’obiettivo è mitigare il danno, ridurre l’esposizione legale e tutelare la reputazione aziendale.

Redigiamo e revisioniamo contratti per:
Includiamo clausole su:

Difendiamo privati e aziende da:
Attiviamo procedure rapide di rimozione e tutela cautelare, anche in sede civile e penale.

Classifichiamo i sistemi AI secondo l’AI Act:

Assistiamo in:
La difesa è integrata da perizie informatiche forensi, CTP e analisi tecnica dei log.
Gli esempi che trovi qui sono indicativi e servono a orientarti: ogni caso ha dettagli che lo rendono unico. Anche se la tua situazione non compare nella lista, possiamo prenderla in carico e valutare insieme la strada migliore da seguire.
Il GDPR (Regolamento UE 2016/679) riconosce all’interessato vari diritti (accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, portabilità, opposizione) sul trattamento dei dati personali. In pratica puoi chiedere a un’azienda o ente di comunicarti quali dati ha su di te, correggere errori, cancellare dati non più necessari o impedirne l’uso per campagne promozionali. Ogni titolare del trattamento deve informarti (trasparenza) e rispondere entro 30 giorni alle tue richieste. Se il titolare ignora il tuo reclamo, puoi rivolgerti al Garante Privacy italiano per ottenere tutela.
Il GDPR e il Codice della Privacy italiano (d.lgs. 196/2003, come modificato) impongono che i siti web ottengano il consenso informato dell’utente prima di installare cookie non strettamente tecnici. In pratica, al primo accesso un banner deve spiegare quali cookie vengono usati e permetterti di accettare o rifiutare (a parte quelli tecnici imprescindibili). I tuoi dati di navigazione personali (soprattutto cookie di profilazione) possono essere usati dai siti solo se tu hai prestato un consenso esplicito e informato. In caso di violazione della privacy puoi chiedere la cancellazione dei dati e proporre un reclamo al Garante.
Il Codice Penale (art. 617 e seguenti) punisce reati come accesso abusivo a sistema (art. 615-ter c.p.), detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso (615-quater), frode informatica (640-ter) e trattamenti illeciti di dati (615-quinquies). In pratica non puoi entrare nei computer di altri o diffondere virus: chi lo fa rischia sanzioni penali (arresto o ammenda). Le leggi recenti hanno aggravato le pene per i reati informatici e introducono misure come la confisca dei profitti illeciti derivati da attacchi hacker.
L’Unione Europea sta definendo un quadro normativo (cosiddetto “AI Act”) per regolamentare i sistemi di IA. L’obiettivo è creare regole per garantire trasparenza, sicurezza e responsabilità degli algoritmi. Ad esempio, è previsto l’obbligo di informare l’utente quando interagisce con un sistema di IA, di evitare discriminazioni e di garantire il controllo umano sulle decisioni critiche. Anche in Italia si stanno adeguando le normative privacy (GDPR) per l’uso dei dati negli algoritmi. Per il momento, chi sviluppa sistemi IA deve sempre rispettare la legislazione esistente (privacy, sicurezza dei consumatori, responsabilità contrattuale).
Il software originale è protetto dal diritto d’autore (Copyright) come opera dell’ingegno: non può essere copiato né modificato senza autorizzazione. Per brevetti invece è più complesso: in molti Paesi il software per sé non è brevettabile come invenzione. Tuttavia, se il software implementa un’invenzione tecnica (es. un nuovo metodo per criptare dati), questa parte può essere brevettata. Chi sviluppa un algoritmo originale può inoltre ricorrere ai segreti industriali (non divulgando il codice) e registrare il diritto d’autore presso la SIAE o altra organizzazione.