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Il Diritto Tributario è lo strumento con cui tuteliamo i contribuenti – persone fisiche, professionisti e imprese – da accertamenti illegittimi, sanzioni sproporzionate e pratiche di riscossione eccessivamente aggressive.
In un sistema fiscale complesso e in continua evoluzione, offriamo difesa tecnica, chiarezza normativa e strategie personalizzate, per garantire equità, trasparenza e sostenibilità nel rapporto con l’Amministrazione finanziaria.

Ogni intervento parte da un’analisi approfondita della posizione fiscale del nostro assistito, con l’obiettivo di:
Questa fase consente di prevenire il contenzioso, impostare una pianificazione fiscale coerente e valutare i margini di difesa in caso di contestazioni.

Durante accessi, ispezioni, verifiche e invio di questionari, è fondamentale essere affiancati da un legale esperto.
Offriamo assistenza in ogni fase del controllo, curando:
L’obiettivo è contenere il rischio fiscale e difendere il contribuente con tempestività e rigore, anche prima dell’eventuale contenzioso.

Quando la posizione fiscale è contestata, esistono strumenti per chiudere la vertenza in via stragiudiziale, evitando tempi e costi del processo.
Assistiamo in:
Ogni procedura viene valutata in base alla convenienza economica e alla sostenibilità per l'assistito, con l’obiettivo di chiudere il contenzioso in modo vantaggioso e definitivo.

Quando la riscossione diventa esecutiva, è essenziale agire con prontezza.
Ci occupiamo di:
La nostra priorità è bloccare le azioni lesive e proteggere il patrimonio del contribuente, anche in situazioni urgenti.

Supportiamo imprenditori, professionisti e società nell’ottimizzazione fiscale e nella gestione del rischio tributario, senza mai sostituirci al commercialista.
Collaboriamo in modo integrato per:
L’obiettivo è prevenire contestazioni future, con una gestione trasparente e coerente con la normativa vigente.

Quando il contenzioso è inevitabile, predisponiamo ricorsi completi e ben articolati dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado, curando:
Garantiamo una difesa tecnica rigorosa, fondata su dati, norme e giurisprudenza, con un’assistenza costante fino alla definizione della controversia.
Gli esempi che trovi qui sono indicativi e servono a orientarti: ogni caso ha dettagli che lo rendono unico. Anche se la tua situazione non compare nella lista, possiamo prenderla in carico e valutare insieme la strada migliore da seguire.
La rottamazione delle cartelle (detta anche definizione agevolata) è una misura straordinaria che consente al contribuente di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando solo l’imposta (o contributo) dovuta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione.
In genere è necessario presentare domanda entro termini prefissati e versare l’importo in un’unica soluzione o a rate. Se i pagamenti non vengono rispettati, il beneficio decade e il debito torna integralmente esigibile. La rottamazione non è automatica e non riguarda tutte le cartelle: occorre sempre verificare periodo, tipologia di debito e stato della riscossione.
Dipende dalla natura della pretesa. Di norma, vanno impugnate prima che diventino definitive. Ad esempio, per tributi e tasse il termine ordinario è di 60 giorni dalla notifica. Per multe stradali 30 giorni, per contributi INPS/Inail 40 giorni, per vizi nel pignoramento 20 giorni. Il termine decorre dal giorno successivo alla consegna (in alternativa, 10 giorni dall’avviso di giacenza). Superato il termine, la cartella diventa ineseguibile (salvo casi particolari come l’impugnazione pendente).
È un’istanza con cui il contribuente chiede chiarimenti preventivi all’Amministrazione finanziaria sull’applicazione delle norme tributarie a un caso concreto. Regolato dallo Statuto del contribuente (L. 212/2000) e dal D.Lgs. 156/2015, l’interpello consente di ottenere un parere vincolante dell’Agenzia delle Entrate sui dubbi interpretativi. In questo modo si riduce il contenzioso: chi agisce secondo la risposta ufficiale è tutelato in caso di controlli successivi.
Evasione significa violare la legge tributaria (ad es. non emettere scontrini o dichiarare meno redditi) per pagare meno tasse. È un illecito contra legem (es. frode fiscale). Elusione, invece, è comportarsi in modo formale lecito ma “abusando” di norme o lacune di legge per ridurre il carico fiscale senza infrangere esplicitamente una norma. In tal caso l’operazione è “extra legem”: si sfruttano scappatoie giuridiche. La legge antielusiva (art. 10-bis Statuto del contribuente) consente all’Amministrazione di annullare gli effetti fiscali di operazioni prive di sostanza economica quando hanno come scopo esclusivo un vantaggio fiscale indebito.
Se la dichiarazione è presentata dopo il termine di legge, il contribuente può comunque sanare la posizione tramite il ravvedimento operoso (che riduce le sanzioni). Ad esempio, per il modello 730 il termine è il 30 settembre dell’anno successivo; per il modello Redditi (ex Unico) il 30 novembre. In caso di omessa dichiarazione, dall’anno successivo scatta la sanzione minima (30%) che può essere ridotta mediante ravvedimento al 3-9% se effettuato entro il termine di presentazione (variabili con il tempo).