Accesso effettuato come:
filler@godaddy.com
Accesso effettuato come:
filler@godaddy.com

Il Diritto Penale è il presidio giuridico più delicato: entra in gioco quando è in discussione la libertà personale, l’onorabilità e la reputazione dell’individuo.
Assistiamo indagati e imputati in ogni fase del procedimento – dalle indagini preliminari al giudizio definitivo – garantendo una difesa tecnica specializzata, riservata e strategica, fondata sul rispetto dei diritti costituzionali e sul principio di non colpevolezza.

Ogni intervento parte da un’analisi preliminare dei fatti, della documentazione e del contesto investigativo.
Redigiamo pareri pro veritate per valutare:
Per le imprese, offriamo consulenza in materia di compliance penale e responsabilità ex D.Lgs. 231/2001, per prevenire il rischio di imputazioni e sanzioni.

Durante la fase delle indagini preliminari, è fondamentale essere assistiti da un difensore esperto. Interveniamo tempestivamente in caso di:
L’obiettivo è tutelare l'assistito fin dal primo atto, prevenendo errori strategici e proteggendo la sua posizione.

Affianchiamo imprese, enti e associazioni nell’implementazione di modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, per prevenire i reati presupposto e tutelare l’ente da responsabilità penale. Ci occupiamo di:
La compliance penale è oggi uno strumento essenziale di protezione e trasparenza aziendale.

Quando viene disposta una misura cautelare – come arresto, arresti domiciliari o divieto di dimora – è essenziale agire con tempestività. Presentiamo:
L’obiettivo è ripristinare la libertà personale e dimostrare l’insussistenza delle esigenze cautelari.

Durante il processo penale, costruiamo una difesa solida e coerente, fondata su:
Ogni fase viene affrontata con preparazione tecnica, lucidità e rispetto per la persona assistita.

Quando una sentenza è ingiusta o viziata, è possibile impugnarla.
Assistiamo in:
La nostra esperienza copre l’intero arco del processo penale, con un impegno costante per la tutela dei diritti dell’imputato.
Gli esempi che trovi qui sono indicativi e servono a orientarti: ogni caso ha dettagli che lo rendono unico. Anche se la tua situazione non compare nella lista, possiamo prenderla in carico e valutare insieme la strada migliore da seguire.
È un atto del Pubblico Ministero che informa una persona che è indagata per un reato. L’avviso obbliga il destinatario (o chi è considerato “persona danneggiata” dal reato) a nominare un difensore di fiducia per assistere a determinati atti (interrogatori, perquisizioni, sequestri, ecc.). In sostanza serve a garantire il diritto di difesa: è previsto dall’art. 369 c.p.p. che il PM notifichi l’avviso (contenente reato contestato e data/luogo) prima di svolgere tali atti. Chi riceve l’avviso deve perciò subito rivolgersi a un avvocato perché potrà intervenire agli atti previsti.
Sono strumenti diversi di segnalazione del reato. La denuncia (art. 333 c.p.p.) può essere presentata da chiunque (non solo dalla vittima) per reati perseguibili d’ufficio (es. omicidio, rapina). Una volta fatta, il procedimento procede comunque e la denuncia non può essere ritirata. La querela, invece, è dichiarazione della persona offesa per reati perseguibili “a querela di parte” (es. minacce, lesioni lievi). È condizione indispensabile per avviare il processo: senza querela della vittima, il giudice non può procedere (salvo casi di flagranza o reati gravi espressamente previsti dalla legge).
La denuncia può essere presentata da chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d’ufficio. Non è soggetta a termini e, una volta depositata, non può essere ritirata. La querela può essere presentata solo dalla persona offesa (cioè la vittima) ed entro termini precisi: di norma entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto di reato. (Per lo stalking il termine è di 6 mesi, per violenza sessuale 12 mesi.) Dopo il termine stabilito, il diritto di chiedere la punizione del colpevole si estingue, a meno che non vi sia stato rinvio a giudizio d’ufficio.
La querela deve essere presentata entro tre mesi da quando la vittima ha avuto notizia del fatto criminoso. In casi particolari (art. 612-bis e 609-undecies c.p.) i termini sono più lunghi: 6 mesi per reati di stalking, 12 mesi per violenza sessuale. Trascorso questo termine senza querela, il reato querelabile si estingue (salvo aggravanti).
In linea generale, la querela è revocabile: se la vittima rinuncia (remette) formalmente la querela e l’imputato accetta (salvo eccezioni come stalking o violenza sessuale), il reato si estingue. In tal caso il processo si interrompe.